31 ottobre 2002-31 ottobre 2017

Egregi Presidenti, stimati assessori,  colleghi,

i sentimenti che segnano da 15 anni la nostra “Giornata della Memoria“ rivivono oggi,  con lo stesso carico di emozioni vissute in quelle drammatiche ore del  31 ottobre del 2002 e negli interminabili, e densi di dolore,  giorni seguenti.

Chi di noi non ricorda ogni attimo, ogni sensazione di allora…

Paura ma anche vicinanza a chi si disperava,  in una straziante attesa senza lieto fine.

Le tante lacrime versate,  quella stretta al cuore che ognuno di noi ha provato, simbolo di un dolore reale, condiviso, che mai potrà essere dimenticato ma anche la gioia per ogni vita che riemergeva dall’inferno, per ogni bambino che veniva accompagnato dagli applausi e dalle urla di chi, con le mani, aveva scavato senza sosta per strapparlo  alla morte.

Nulla – nemmeno un attimo di quei giorni – potrà mai essere dimenticato.

Ogni molisano, ogni italiano ne sono certo, vive questa drammatica giornata con tristezza: alle 11.32, come 15 anni fa, tutto si fermerà e tornerà indietro a ricordarci quei minuti, quella tragedia.

Interminabili secondi in cui la terrà iniziò a tremare e poi inghiottì  la maestra Carmela e i 27 Angeli che mai  avrebbero dovuto lasciare,  in quel modo,  l’abbraccio e il calore delle persone amate.

Per noi, in quest’Aula, in un giorno che la Regione Molise ha voluto cristallizzare per rendere, per sempre,  testimonianza di vicinanza, supporto e affetto da quel maledetto 31 ottobre 2002, si rinnovano gli impegni a che tragedie simili non accadano mai più.

Non è la prima volta che intervengo,  che torno indietro per rivivere un dolore che avverto con particolari e diversi sentimenti:  In questa legislatura ho avuto modo, più volte, di toccare con mano i drammi di chi ha perso tutto, in pochi terribili minuti.

Ricostruire è una parola che, però, non rende l’enormità delle macerie che –  chi ha perso una persona cara – deve rimuovere, giorno dopo giorno, lacrima dopo lacrima,  per affrontare la quotidianità.

Prevenzione, rispetto del territorio e delle regole, corretto utilizzo dei fondi dedicati alla sicurezza degli edifici scolastici: queste sono le azioni da compiere, senza se e senza ma.

E purtroppo prevenzione troppo spesso, ancora oggi, fa rima con lungaggini burocratiche, normative non adeguate e situazioni di estremo pericolo come quelle di cui abbiamo avuto ulteriore e reale contezza solo qualche giorno fa, alla luce delle indagini portate avanti dalla Procura di Campobasso a seguito di un esposto circostanziato presentato da un attivo comitato di genitori.

Ecco, dopo 15 anni,  dopo una tragedia che segna ancora oggi (e lo farà per sempre) l’intera comunità molisana, apprendere che alcuni edifici scolastici  non sono  ancora e affatto sicuri ma, al contempo, tutto potrebbe restare immutato poiché quelle stesse strutture sono in regola rispetto alla normativa ormai datata alla quale devono riferirsi, è un colpo duro da incassare.

All’epoca in cui quegli edifici nascevano,  la normativa non prevedeva le più stringenti certificazioni che oggi, per fortuna, devono accompagnare la costruzione di una struttura; questo “cavillo burocratico” non ci assolve e non alleggerisce la gravità della questione visto che sono state rilevate condizioni di criticità strutturali e vulnerabilità sismica.

Cosa abbiamo fatto, cosa dobbiamo ancora fare?

Non sono parole vuote, che rimbombano nel silenzio,  quelle che pronunciamo quando chiediamo tutti, senza distinzione,  che le scuole siano i luoghi più sicuri dove accogliere i nostri figli ma il fatto stesso che ogni anno si debbano ripetere i nostri appelli è sintomo di un problema troppo ampio,  che ha bisogno di misure straordinarie per essere affrontato.

Ricordo che, il 20 dicembre del 2016, questo Consiglio ha votato all’unanimità un ordine del giorno –  di cui sono stato primo firmatario –  circa l’istituzione dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica regionale.

E, per amore di verità e nel rispetto di chi, 15 anni fa, ha perso la vita a causa della certificata imperizia dell’uomo, ritengo che sia importante citare oggi le risultanze  del rapporto di Legambiente sulle scuole, reso noto solo due settimane fa, che apre uno spiraglio di speranza e ci conforta circa le azioni poste in essere e le soluzioni adottate.

Per la regione Molise il rapporto è riferito alla sola città di Campobasso poiché, a quanto si apprende nella lettura dello stesso,  di Isernia non si hanno i dati.

Un rapporto che ci rassicura anche se le situazioni emergenziali – come è noto ed è oggetto di ampio dibattito e come le indagini della Procura hanno certificato – non sono state ancora completamente risolte.

Legambiente ha “studiato” le nostre scuole e ha certificato che gli edifici scolastici sono di più recente edificazione rispetto alla media nazionale:  infatti, il  62% è stato costruito dal 1975 in poi, quindi successivamente all’entrata in vigore della normativa antisismica, contro il 36,4% della media italiana. In una città che rientra in zona sismica 2, su tutte le scuole risulta eseguita la verifica di vulnerabilità sismica e il 45% degli edifici è stato costruito secondo criteri antisismici. Una scuola su 4 però necessita di manutenzione urgente, il 60% ha beneficiato di interventi negli ultimi 5 anni. Tutti gli edifici possiedono i certificati di sicurezza per quanto attiene il collaudo statico, certificazione igienico sanitaria, prevenzione incendi, impiantistica elettrica. Tuttavia solo il 20% degli edifici possiede il certificato di agibilità.

Tanto è stato fatto sì,  ma tanto c’è ancora da fare perché la ricostruzione e la sicurezza non si concretizzano dall’oggi al domani:  lo sanno bene anche  il Capo della Protezione Civile che sarà oggi a San Giuliano di Puglia e i sindaci che ci onorano della loro presenza, su invito della Presidenza del Consiglio regionale.

Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli,  è qui a testimoniare il nostro stesso dolore e le identiche necessità:  una cittadina distrutta dal sisma, che ha pagato un prezzo altissimo,  dove la nostra Protezione Civile regionale e le formidabili associazioni di volontariato hanno lavorato per oltre un mese, subito dopo il sisma del Centro Italia e alle quali la comunità ha espresso parole commoventi di ringraziamento, per la loro vicinanza e per la loro professionalità. Uomini e donne che oggi anche io intendo nuovamente ringraziare per quello che rappresentano per la nostra comunità e per chi ne ha avuto bisogno.

Un filo rosso unisce San Giuliano, Sarnano e tutte le comunità che hanno conosciuto la violenza del sisma; tragedie, cariche degli identici dolori e attese;  la nostra Giornata della Memoria, oggi,  diventa anche la loro, nella condivisione del senso di smarrimento, della paura, delle lacrime ma anche della caparbietà di chi non si vuole arrendere.

Il nostro cuore, da 15 anni,  batte assieme a quello delle famiglie che, il 31 ottobre del 2002,  hanno perso i propri cari; assieme a loro abbiamo trasformato il dolore in solidarietà, andando lì dove c’era bisogno di aiuto e di vicinanza.

I sentimenti che,  da quel maledetto 31 ottobre 2002,  portiamo nel cuore oggi diventano patrimonio di due comunità che, come noi, hanno pianto troppo.

Insieme si è più forti, insieme si può ricominciare.

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