Le chiacchiere le lascio ad altri… questi i miei cinque anni in Consiglio regionale… dati, numeri, provvedimenti… non aria fritta

Salvatore Ciocca, consigliere regionale uscente e candidato nella lista Unione per il Molise, con Veneziale presidente: perché riproporsi al giudizio degli elettori?
Sono stati cinque anni intensi e complicati; i molisani lo sanno bene perché, durante la campagna elettorale del 2013, il tema del risanamento dei conti – che era il primo da affrontare – ne è stato il cardine. La situazione nella quale abbiamo trovato la regione è nota a tutti. Allora, a fronte di questa situazione così devastante, ci fu data la possibilità di mettere in campo le nostre esperienze. Oggi chi si lamenta delle politiche draconiane che si sono dovute mettere in campo giocoforza – perché dovevamo salvarci dalla bancarotta – dimentica di averci chiesto, per prima cosa, di mettere i conti in ordine. Questo preambolo per spiegare che, dopo decisioni drastiche e impopolari, il terreno che troverà il prossimo governo regionale – che auspico sia di centrosinistra con Carlo Veneziale presidente – è fertile e pronto per dare i frutti ai quali abbiamo lavorato e per il quale siamo stati insultati, offesi, bersaglio di campagne mediatiche mai vissute in questa regione. Rispetto al mio impegno personale e istituzionale, quindi, mi ripropongo agli elettori, con la coerenza politica che mi rappresenta, perché vorrei chiudere il cerchio delle cose da portare a compimento. Vorrei terminare il percorso, perché ho ancora molto da poter dare alla mia regione”.
Quali sono i principali risultati conseguiti nel corso della legislatura che sta per chiudersi?
Intanto, portiamo all’incasso un risultato importantissimo per centinaia di cittadini, lavoratori, aziende e indotto e mi riferisco alla ricostruzione post sisma. Sono consigliere delegato dal 2013 e quando mi sono insediato ho trovato la ricostruzione ferma al 34%. Ed erano passati più di dieci anni dal terremoto… mica pochi! Oggi siamo all’85% dei lavori, abbiamo impegnato e liquidato risorse per circa 200 milioni di euro e la quota rimanente per chiudere il cerchio ammonta a 150 milioni. Nel frattempo abbiamo velocizzato gli iter amministrativi, snellito la burocrazia che di certo ha avuto un peso nelle procedure legate alla ricostruzione post sisma; abbiamo cercato in tutti i modi possibili di andare incontro alle esigenze delle imprese, riuscendo a portare a casa due risultati importantissimi. Prima di tutto, proprio assieme a Carlo (Veneziale, ndr), abbiamo studiato e messo in pratica un sistema di anticipazioni attraverso la Finmolise che ha consentito alle imprese impegnate nella ricostruzione di poter lavorare ed investire con maggiore serenità. Questo è un punto sul quale vorrei soffermarmi: i fondi derivanti dalla delibera Cipe – che sono appannaggio della ricostruzione – non possono essere erogati se non si raggiunge una determinata cifra totale di lavori effettuati. Il che, a sua volta, rallenta tutto l’iter legato ai pagamenti degli stati di avanzamento lavori. Con il meccanismo studiato e ideato assieme a Finmolise, questo enorme problema per le imprese (che ha ricadute sui lavoratori, sulle ditte che forniscono i materiali, sui professionisti) viene bypassato perché appunto si possono anticipare le somme che sono dovute ma che potranno essere incassate solo quando si raggiunge quella determinata percentuale sul totale dei lavori. E anche sotto questo profilo, ho incassato un secondo risultato importante: la soglia da raggiungere, per l’erogazione dei fondi, è stata abbassata grazie ad un importante lavoro di mediazione fatto in questi anni con il Ministero competente. Il mio impegno è quello di fare di più e meglio e di solito mantengo le mie promesse”.
Lei ha ricoperto anche il ruolo di presidente della Terza Commissione, unico dei quattro riconfermato dopo la scadenza naturale dei 30 mesi.
Anche rispetto a questo impegno, la Terza Commissione – e ne approfitto per ringraziare tutti i componenti e la struttura del Consiglio regionale che ci ha assistito durante questi cinque anni, in primis le dottoresse Vincelli e Scioli, che mi hanno sopportato e supportato – ha lavorato con impegno e massima attenzione. Facendo un calcolo veloce, la Terza Commissione – che si occupa di Ambiente e Territorio – si è riunita almeno 100 volte; mi sono occupato dei progetti di edilizia scolastica, delle varianti ai Prg, di infrastrutture viarie e trasporti, dei beni pubblici inalienabili (come l’acqua, ad esempio), di energie rinnovabili (abbiamo istruito e licenziato il Pearm, il Piano energetico regionale che il Molise non aveva da decenni); sono stati ripartiti i fondi ai Comuni e alle Province per le emergenze legate al maltempo e patite dagli Enti locali regionali dal 2012 al 2016; ho istruito l’iter per il Piano regolatore per il Porto di Termoli e tanto altro ancora. Ad esempio, ho chiesto con forza di conoscere il cronoprogramma della consegna dei lavori degli acquedotti molisano destro e centrale, al fine di “monitorare” la fine di questo appalto ultradecennale; ho avviato l’iter che ha consentito di verificare l’inquinamento ambientale riscontrato a Capoiaccio (che è diventato anche un piccolo libro dossier con documenti recenti e datati nel tempo); ho chiesto e ottenuto che fossero stanziati in Bilancio i fondi per la messa in sicurezza di quel terreno (disponibili per il Comune di Cercemaggiore, da gennaio); ho voluto con forza l’istituzione di una commissione tecnica senza oneri aggiuntivi il cui compito è quello di redarre un Piano di monitoraggio semestrale delle aree regionali a rischio inquinamento”.
La sua azione politica, invece…
Sono orgoglioso di aver portato a compimento, tra le altre, due proposte di legge rilevanti: quella contro la violenza di genere, approvata nel 2013 e che era contenuta tra gli impegni che avevo assunto nel corso della scorsa campagna elettorale (la “prova provata” è contenuta nel piccolo libro “Il Molise sottocasta” che è consultabile sul sito www.salvatoreciocca.it) e la legge che consente agli inquilini degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di poter acquistare la casa nella quale vivono da tempo a prezzi calmierati (la legge 12 del 2013). Ad oggi sono 100 i nuclei familiari che, grazie a questa legge, hanno potuto comperare una casa. Sono altrettanto fiero della normativa che disciplina l’attività ricettiva dell’albergo diffuso, della legge che ha istituito l’Agenzia per la ricostruzione post sisma e che ha consentito di mettere la parola fine ad una confusione di tipo economico contabile; ho presentato numerosissimi ordini del giorno sul reato di tortura, sulla salvaguardia della Corte d’Appello di Campobasso, sull’istituzione dei distaccamenti di Riccia e Venafro dei Vigili del Fuoco, sulla “risoluzione Fiano” che riguarda sempre i VVff, sulla riduzione della pressione fiscale in tema di estimi catastali nelle zone di montagna e disagiate. Ho dedicato particolare attenzione all’emergenza viabilità e alla verifica delle infrastrutture viarie regionali… “
Come “avverte” questa campagna elettorale, come giudica il “caso transfughi” e di cosa hanno bisogno ora i molisani…
Questa campagna elettorale pare concentrarsi su temi che gli avversari raramente approfondiscono, ed infatti sono tante le inesattezze che ascoltiamo e leggiamo; anzi, capita di scoprire che questioni risolte e progettualità già definite, per alcuni competitor siano invece punti programmatici da affrontare ancora…. Questo paradosso ci dà la misura di come, purtroppo, non sia stato percepito da tutti e fino in fondo l’enorme lavoro fatto in questi cinque anni e che di certo è prodromico ad una seria di azioni e strategie che ora hanno la forza di poter essere realizzate, perché i conti sono finalmente in ordine. E questo non è un dettaglio da poco, sia chiaro. Come in ogni famiglia, se il bilancio è sano si possono programmare azioni e investimenti… Se invece ci sono buche da profondo rosso, tocca risparmiare… Noi ora siamo fuori dalla fase del debito, dei conti disastrati, delle ristrettezze; c’è ancora tanto da fare ma su questa base le azioni da porre in campo hanno la certezza dei fondi disponibili, delle somme stanziabili in bilancio e si può andare avanti a passo svelto.
Noi molisani abbiamo bisogno di serietà, di azioni realmente possibili e non di proclami da campagna elettorale; abbiamo bisogno di programmi concretizzabili e non del solito mantra che è identico in ogni regione, in ogni piazza d’Italia; di professionalità che sanno quello che c’è da fare e sanno soprattutto come arrivare all’obiettivo con sobrietà e umiltà; ora più che mai possiamo tirare il fiato e realizzare progetti e strategie che avevano bisogno di conti in ordine e credibilità nazionale.
Rispetto ai “transumanti” nostrani, c’è ben poco da dire; le scelte di chi ha pensato di poter disporre del proprio elettorato in maniera così disinvolta sono ora nelle mani di chi domenica andrà a votare…
I cittadini possono scegliere tre ipotesi: dare fiducia a chi ha dimostrato coerenza politica, impegno totale, professionalità e rispetto degli elettori, oppure a chi ha pensato solo al proprio tornaconto cambiando schieramento e compagni di avventura, gli stessi che magari aveva avversato fino a qualche giorno prima oppure, ancora, a chi fa proposte irrealizzabili che durano il tempo della campagna elettorale”.

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